Reynaldi Srl: l’azienda sostenibile in crescita continua.

Reynaldi Srl: l’azienda sostenibile in crescita continua.

“Cresciamo del 25% ogni anno dal 2008, abbiamo assunto anche nell’anno del Covid.”

Intervista a Marco Piccolo, 47 anni,  amministratore delegato di Reynaldi Srl, azienda del Torinese di cosmetici per conto terzi che gestisce insieme al fratello e alla madre, dalla quale ha ereditato la passione per il settore.

Maria Grazia Reynaldi infatti nel 1980 aprì a Torino un negozio dalla cui vetrina si poteva vedere il laboratorio dove lei stessa creava cosmetici per i clienti. L’azienda negli ultimi dieci anni è cresciuta a un tasso annuo del 25%, sia in termini di fatturato che di produzione che di dipendenti.

“Abbiamo cominciato con una persona sola in 60 metri quadri, adesso siamo 73. – racconta Piccolo – A Natale dell’anno scorso eravamo 60, nel 2019 avevamo ancora 28 addetti”.

La pandemia quindi non ha frenato la vostra produzione? 

“Non ci siamo fermati mai, anche se durante il periodo del lockdown è stata dura ma non ci siamo fermati un giorno. I nostri dipendenti sono tutti vaccinati: la prima preoccupazione è quella di proteggere le persone, a cominciare dalle nostre famiglie e dai nostri bambini, e dall’altra parte proteggiamo anche il lavoro. Nè gli imprenditori né i dipendenti possono permettersi di bloccare l’azienda. Attualmente produciamo 100 mila pezzi al giorno, in parte per il consumo nazionale e in parte per l’export.Esportiamo il 63% della produzione in Russia, Cina, Stati Uniti e India.

Le aziende che come noi crescono del 25% è anche perché possono contare su dipendenti eccellenti. Abbiamo macchinari molto avanzati ma le persone sono più importanti. Siamo una piccola azienda ma tra noi ci sono anche manager provenienti da aziende molto grandi che hanno rinunciato al 30% dei compensi per venire da noi. Distribuiamo un terzo degli utili ai nostri collaboratori.

Non ci può essere profitto onorevole se non genera profitti sociali e ambientali. Noi teniamo alla tutela dell’ambiente ma anche delle persone. Alle 17 chiudiamo lo stabilimento: voglio che le mamme vadano a prendere i figli all’uscita della scuola, che chi vuole vada magari a correre.

Per noi la valorizzazione delle persone è fondamentale, anche se non possiamo pagare stipendi paragonabili a quelli delle multinazionali.

Investiamo il 13% in R&D, abbiamo processi 4.0, siamo a zero spreco di acqua e ricicliamo il 97% dei rifiuti. Per l’energia utilizziamo pannelli fotovoltaici che un’altra azienda ci ha installato: ci venderà l’energia prodotta ancora per 8 anni al prezzo dell’anno scorso, e al termine del periodo ci regalerà gli impianti.

La sostenibilità ben fatta non solo non è un costo, ma aiuta l’impresa.

L’intervista completa qui.